| Aggressioni alle persone, bestiame sbranato: l'allarme di D'Ambrosio (Pd) |
| giovedì 04 febbraio 2010 | |
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«Randagismo, un bollettino di guerra» «L’altro giorno a Castellaneta, una signora, nell’attraversare la Villa De Gasperi, è stata assalita e ferita da cani randagi con conseguente ricorso alle cure ospedaliere». Ultimo caso, secondo Michele D'Ambrosio (Pd), di un vero e proprio bollettino di guerra. «A parte le aggressioni alle persone –spiega il consigliere comunale in una nota – il bollettino di guerra ufficiale per assalti ad animali nel territorio di Castellaneta per il solo 2009 parla di richieste di indennizzo da parte di imprenditori agricoli per le perdite di capi di bestiame causate da cani randagi o inselvatichiti, accertate dal servizio veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale per: 3 bovini; 22 capre; 16 capretti; 2 montoni; 34 pecore; 6 agnelli; per una somma complessiva di 10.412,00 euro». «Si parla di canili - sottolinea D'Ambrosio - di istituzione dell’anagrafe canina, di microchippatura, di tatuaggi, di sterilizzazione chirurgica da parte dei servizi veterinari delle Asl ma nel concreto si fa ben poco. Le norme contro il randagismo di competenza sia dell’Azienda Sanitaria Locale che del Comune non vengono applicate con conseguente moltiplicazione dei cani randagi che si trovano ovunque, in paese come in campagna e che spesso attaccano persone ed animali. I vigili urbani, ai quali va segnalata la presenza di cani randagi pericolosi e non, sono quelli che si dovrebbero occupare dei problemi legati agli animali, non hanno in dotazione neppure un apparecchio per la rilevazione e la lettura dei microchip». «Il servizio di cattura dei cani randagi – fa presente il consigliere - che spetta ai servizi veterinari delle Asl ed il mantenimento dei cani abbandonati che tocca al Comune, non funziona per il fatto che un Comune qualora venga ritrovato e catturato nell'ambito del proprio territorio un cane randagio e portato al canile, diventa responsabile ed è tenuto al mantenimento con i dovuti costi di circa 3 euro al giorno sino alla fine dei suoi giorni». «Con i tempi che corrono – conclude D'Ambrosio - i comuni traballanti, come quello di Castellaneta che quando scoppia di salute riesce a malapena ad accalappiare qualche cucciolo, come può accalappiare cani randagi e mantenerli a vita?». Fonte: Corriere del Giorno 03/02/2010 |
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