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IL COMUNE HA DA TEMPO VARATO IL PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN CANILE  E-mail
martedì 02 febbraio 2010

Randagi, ancora un’aggressione donna azzannata in villa De Gasperi. D’Ambrosio (Pd): «Sul problema sinora molte parole ma pochi risultati»

Un nuovo caso di aggressione a persone da parte di cani randagi si è verificato nei giorni scorsi, precisamente in villa De Gasperi, dove una donna ha dovuto far ricorso alle cure mediche dopo essere stata azzannata da un cane. Il fatto, che segue altri episodi capitati ad esempio in viale Europa i cui residenti nei mesi scorsi si rivolsero direttamente alla Gazzetta, lo denuncia il consigliere comunale del Partito democratico, Michele D'Ambrosio, il quale, a sottolineare il fenomeno, riporta il totale delle richieste di risarcimenti danni per aggressioni al bestiame accertate dalla Asl nel 2009.

Per 3 bovini, 22 capre, 16 capretti, 2 montoni, 34 pecore e 6 agnelli si raggiunge un totale di oltre 10mila euro. Da Palazzo di Città fanno sapere che un progetto per la realizzazione di un canile municipale è tutt'ora in piedi ed ha già ottenuto alcune autorizzazioni. Canile per la cui gestione e realizzazione si è da tempo fatta avanti l'Anta, l'Associazione nazionale per la tutela degli animali, sebbene dal Comune non le abbiano mai dato una risposta precisa. Gli amministratori, come di recente spiegato nel corso di un dibattito pubblico, hanno fatto sapere che il canile potrebbe essere portato a compimento entro la fine dell'anno. Nel frattempo, i cani accalappiati vengono tem   poraneamente sistemati nell'ex macello comunale in quanto i canili convenzionati col Comune sarebbero già pieni.  

"Si parla di canili, di istituzione dell´anagrafe canina, di microchippatura, di tatuaggi, di sterilizzazione chirurgica da parte dei servizi veterinari delle Asl ma nel concreto si fa ben poco" attacca D'Ambrosio. Che aggiunge: "le norme contro il randagismo di competenza sia dell´Asl che del Comune non vengono applicate con conseguente moltiplicazione dei cani randagi che si trovano ovunque, in paese come in campagna, e che spesso attaccano persone ed animali. I vigili urbani non hanno in dotazione neppure un apparecchio per la rilevazione e la lettura dei microchip. Il servizio di cattura dei cani randagi che spetta ai servizi veterinari delle Asl ed il mantenimento dei cani abbandonati che tocca al   Comune non funzionano per il fatto che questo diventa responsabile di un cane catturato nell'ambito del proprio territorio ed è tenuto al suo mantenimento con i dovuti costi di circa 3 euro al giorno". "Con i tempi che corrono, i comuni traballanti, come quello di Castellaneta - chiede polemicamente D'Ambrosio in conclusione -, come possono accalappiare cani randagi e mantenerli a vita?".

Angelo Loreto

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno 02/02/2010

 

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