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L’ANTA CRITICA IL COMUNE  E-mail
giovedì 29 luglio 2010

Randagismo, si riapre la polemica sui cani custoditi all’ex macello

«E' impensabile affermare che in attesa della costruzione del canile, per il quale ci vorrà almeno un anno, i cani accalappiati vengano custoditi nell'ex macello. Forse l'amministrazione comunale non sa che la struttura adibita a ricovero temporaneo con ordinanza sindacale del 10 agosto 2009 ad oggi ospita più di 50 cani, più del doppio della reale capienza». Si riaccende la polemica sulla gestione dei randagi, in attesa che sia costruito il nuovo canile per il quale pochi giorni fa è giunto il finanziamento statale.   

I volontari dell'Anta, l'associazione nazionale di tutela degli animali, lamentano le condizioni in cui si trovano i cani all'interno dell'ex macello comunale in via Taranto, dove vengono temporaneamente custoditi i randagi accalappiati. «Il sovraffollamento e le condizioni igienico-sanitarie - dice la responsabile locale, Ornella Colapietro - creano un quadro di vero e proprio maltrattamento animale». Ma l'Anta critica la stessa ordinanza anche per quanto riguarda l'affidamento della struttura. «Il Comune di fatto ha approfittato dei volontari» dice Colapietro citando l'articolo numero 3 in cui si dice che «il canile deve essere presidiato tutti i giorni nelle ore diurne da uno o più volontari». «Il che è improponibile per ovvi motivi - dice Colapietro - anche perché il significato stesso della parola volontariato vuol dire ben altro».

«Invece - sottolinea l'Anta - i volontari si sono fatti carico economicamente di sterilizzare molti cani nonostante l'operato della Asl che però non riesce a sterilizzarne più di due a settimana». Infine, nel sottolineare la volontà di segnalare la questione al prefetto, Colapietro conclude denunciando che «l'emergenza randagismo è stata sempre una valida motivazione per stipulare convenzioni con canili privati pagando 2 euro più Iva a cane ma non è altrettanto valida quando è l'Anta a proporre una convenzione che non solo è più conveniente ma con la quale si garantirebbe lavoro a persone bisognose».

Angelo Loreto

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno 28/07/2010

 

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