| La “guerra” del comitato «Piazza Selene» contro il provvedimento del Comune |
| mercoledì 28 luglio 2010 | |
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I commercianti: «E' roba da Tar» I commercianti di piazza Selene ricorreranno al Tar. E' il punto culminante della “guerra” contro il Comune che va avanti da tempo e che, negli ultimi giorni, è culminata nella classica goccia che fa traboccare il vaso: gli ambulanti sono stati sistemati a due passi da piazza Selene. Causando non solo l'inasprimento dei rapporti con i commercianti fissi, ma dando fiato ad una protesta basata sugli effetti collaterali della decisione degli amministratori comunali: caos in centro, problemi di traffico, sistemazione logistica a dir poco avventurosa. E questo senza nemmeno aver ascoltato se non le buone ragioni, almeno i consigli di chi in quel fazzoletto di centro, proprio di fianco a piazza Kennedy, da anni ci lavora e vive, sebbene solo per i tre mesi estivi. Invece, il Comune ha fatto di testa sua, ascoltando solo i sei ambulanti interessati e scontentando tutti gli altri: da Confcommercio - che guida la rivolta - alla Fiva, ossia l'associazione provinciale che riunisce proprio gli ambulanti. Le ultime novità le racconta Luigi Traetta, presidente del comitato di via Piazza Selene: «Stiamo impugnando il procedimento amministrativo – spiega -. Già stamattina (ieri, ndr) il nostro legale ha chiesto la documentazione al Comune di Castellaneta in modo da poter far ricorso al Tar». Una bomba adorologeria piazzata sotto le poltrone degli amministratori che, stando alle rimostranze dei commercianti, non hanno valutato bene nè l'appropriatezza nè gli effetti della loro decisione. «Non è possibile – aggiunge Traetta - che in Comune non sappiano nemmeno quanti sono realmente gli ambulanti interessati che, in ogni caso, andavano messi altrove». Non solo, perchè a preoccupare è soprattutto lo scenario nuovo “disegnato” dall'aver spedito gli ambulanti nel cuore della località marina: «Ci sono fili elettrici messi per terra - racconta Traetta - e sopra ci passano anche i bambini, furgoni parcheggiati vicino alle bancarelle e usati come depositi, assenza di regole, di condizioni igieniche adeguate e di controlli da parte dei vigili». Un pessimo “biglietto da visita”, proprio alla fine di viale dei Pini: «Per questo – assicura Traetta - in questa storia andremo sino in fondo». Massimo D'Onofrio Fonte: Corriere del Giorno 27/07/2010 |
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