| INTERVENTO DEL DIRETTORE DELL’ASL TARANTO 1 NEL CORSO DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE |
| lunedì 26 luglio 2010 | |
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«Il piano di riordino ospedaliero punta sulla qualità dei servizi» «Capisco che la politica voglia difendere il territorio, ma io sono sereno. L'ospedale di Castellaneta non perde niente e in futuro i giovani avranno una migliore idea della sanità, con meno ospedali ma con più qualità». Il direttore della Asl Domenico Colasanto ha illustrato e difeso il piano dei tagli agli ospedali ionici nel corso del consiglio comunale monotematico che si è tenuto ieri mattina nel refettorio della scuola elementare «Pascoli». Non sono però mancati i momenti polemici, con numerosi battibecchi tra Colasanto e l'ex sindaco Rocco Loreto, e quelli di tensione, quando si è parlato del caso Scarcia. Una seduta, quella di ieri, per approfondire il piano della Asl, che però ha deluso le intenzioni e le aspettative del pur non numeroso pubblico (una ventina i presenti). Il sindaco Italo D'Alessandro ha ribadito che «se il piano di riordino fosse stato scritto con la compartecipazione avrebbe avuto il contributo di tutti», l'assessore comunale alla Sanità Alfredo Cellamare ha chiesto di «potenziare e non ridimensionare», il consigliere del Pdl Annibale Cassano ha sottolineato come «oggi dismettiamo la casacca politica per interrogarci sul futuro dell'ospedale». Ma al di là di questo, e salvo la difesa a spada tratta del primario di Cardiologia Antonio Scarcia trasferito poche settimane fa a Grottaglie, da tutti gli altri esponenti dell'amministrazione comunale non si è sollevata una sola parola contro il piano della Asl anche perché Colasanto è andato via dopo la sua relazione. Addirittura è stato più duro il vescovo Pietro Maria Fragnelli che in un messaggio ha detto «no a chi si serve della sanità per motivi esterni ai servizi sanitari». E' stato invece al calor bianco lo scontro tra Rocco Loreto e Colasanto. Il primo ha elencato la lunga serie di problemi che da anni assillano l'ospedale, parlando di «piano strisciante di depauperamento dell'ospedale» e evidenziando casi grotteschi come «quel funzionario che come primo compito ha fatto installare il parquet nei pavimenti quando non si compra una scheda per la Tac che costa 3600 euro». Di «tecniche di manipolazione dei numeri e della verità» ha parlato Colasanto nella sua altrettanto calda replica nel corso della quale ha detto di «credere in questo piano», ricordando che molti reparti non vengono toccati. L'altro picco polemico, con screzi con il pubblico, si è raggiunto quando Colasanto ha voluto dire a microfono spento la sua sul trasferimento di Scarcia, sotto inchiesta assieme ad altre 30 persone per le morti nell'Utic del 2007. «A Scarcia - ha detto Colasanto - ho comunicato la decisione prima in privato. Ma quando viene ritenuto colpevole di man cata governace del reparto e non riconosce gli eventi sentinella, e quando ho il parere legale dell'avvocatura della Regione, non posso non agire di conseguenza». A difendere Scarcia è stato poi l'assessore Giuseppe Coriglione, mentre il presidente del consiglio Giovanni Gugliotti ha espresso il «timore che Scarcia sia solo un capro espiatorio». Angelo Loreto Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno 24/07/2010 |
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